Le ecoballe da problema a opportunità: no all'inceneritore, così si può creare un distretto del riciclo

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Quello che ci proponiamo di fare è quello di trasformare un problema in una opportunità; quelle balle sono piene di materia, materia che se recuperata è materia prima - seconda, aprendole con sistemi idonei e già esistenti, in loco senza alcun trasporto, separando le varie frazioni tutta la materia recuperata è da riammettere in un ciclo di riciclo, ossia in una filiera.
Tutta la materia secca, quella che comunemente viene definita “secco non riciclabile” e quindi normalmente avviata a termodistruzione, contrariamente già da tempo è considerata riciclabile tramite il sistema dell’estrusione, sistema che con la commistione divari tipi di plastiche triturate, pressofuse e sanificate, diventano a loro volta materia prima seconda, utilizzabile N volte nel campo dei polimeri e delle plastiche e in svariati usi nel campo edile, in Germania anni fa si è realizzato un intero ponte pedonale con questo prodotto, questo materiale nelle sue forme, dalla sabbia da usare come inerte nell’edilizia ai blocchetti da rifondere come plastiche, o tritati come inerti per colate cementizie, ha ormai un mercato in espansione ed una richiesta considerevole nel resto d’Europa, questo materiale è normato e certificato dall’Europa e nel campo edile ha dimostrato di avere ottime caratteristiche termiche e di fono assorbenza. Tenendo conto che il CDR depositato a Taverna de Re non possedeva i requisiti richiesti per essere considerato tale, quelle Balle furono appunto denominate “ECOBALLE” perché non avevano subito alcun trattamento e che conseguentemente il loro potere calorifero era pari a 1200KJ non rispondente ai 15000 KJ richiesti perché contenevano troppa materia umida, (Vedi processo Impregilo-Bassolino+27) oggi dopo più di 12 anni, la materia organica in esse contenuta si è essiccata, ed il loro potere calorifero è quasi raddoppiato, le Balle sono mummificate. Conseguentemente a ciò nell’aprire le balle, avremo un considerevole quantitativo di quest’organico essiccato, un materiale simile ad un terriccio, però commisto con quanto contenuto nel tal-quale non lavorato, tipo pile medicinali ed altro; quindi questo materiale “terriccio” va trattato in loco con tecniche opportune, tipo Bioremediation e Landfarming formandone “Biopile” da poter trattare con il sistema più opportuno atto a disinquinarle per poi poter essere utilizzato una volta depurato come terriccio per le future bonifiche dei terreni massacrati.
Tenuto presente ancora che lo smog è uno dei più importanti agenti cancerogeni, come dichiarato ufficialmente l'IARC, l'agenzia di ricerca sul cancro dell'Oms, che ha deciso di inserire gli inquinanti dell'aria nel gruppo(1), quello dei sicuri Cancerogeni, così come amianto e benzene. E' la prima volta che l'organizzazione mondiale della Sanità dichiara ufficialmente che l'inquinamento dell'atmosfera può causare il cancro. In precedenza l'agenzia aveva dichiarato nocivi solo alcuni componenti dello smog, come ad esempio i gas combusti del gasolio.
Siamo nell’ex Campania Felix, dove dal 1982 si è sversato tramite l’uso della mano d’opera della cosiddetta “camorra” ogni tipo di rifiuto, dagli scarti cimiteriali ai camion interi contenenti rifiuti tossico nocivi di ogni tipo e provenienza in ogni buco disponibile legale e non ne è stato riempito, con il bene placet delle istituzioni tutte; oggi TERRA DEI FUOCHI, dove si appiccano roghi perenni per disfarsi di materie di scarto delle lavorazioni industriali atte a soddisfare la lavorazione di svariati merci pregiate di alta manifattura artigianale dai guanti alle borse, agli abiti, e quant’altro realizzati a nero nei nostri territori, ultima economia trainante in Campania, ma ben gestita e venduta dalle grandi marche, tutte aziende del NORD; accoppiati e sovrapposti da altri materiali di ignota provenienza ma di sicuro non Campana, che alimentano gli innumerevoli roghi tossici quotidiani, altamente nocivi per la salute umana. Terra dove hanno già infierito nel tempo innumerevoli impianti industriali altamente nocivi dalla Monte- Fibre di Acerra all’Ilva di Bagnoli e tante altre, non ultimo proprio l’inceneritore di Acerra o l’attuale centrale di turbogas dell’Enel nell’area di Ponte Riccio tra Giugliano e Qualiano impianto altamente nocivo posto in classe 1, dove l’Ing. Carotenuto ha ritenuto opportuno ubicare il nuovo impianto proposto di Termodistruzione, per tutte le Ecoballe Campane, da qui la nostra proposta guidata non solo dal buon senso e dalla convinzione che “L’ERA DEL FUOCO E’ FINITA” ma anche suggerita da una direttiva Statale: Il principio di “precauzione”; o forse per i bandi emanati solo 5 giorni prima il principio non vale?
E' utile ricordare il Consiglio di Stato, Sez. IV, n. 4227, del 21 agosto 2013 Ambiente in genere. Diretta applicabilità Principio di Precauzione:
"Il principio di “precauzione” direttamente discendente dal Trattato Ue che, per ciò solo, costituisce criterio interpretativo valido in Italia, a prescindere da singoli atti di recepimento delle direttive in cui esso si compendia, fa obbligo alle Autorità competenti di adottare provvedimenti appropriati al fine di prevenire i rischi potenziali per la sanità pubblica, per la sicurezza e per l'ambiente, ponendo una tutela anticipata rispetto alla fase dell'applicazione delle migliori tecniche proprie del principio stesso. L'applicazione del principio di precauzione comporta che, ogni qual volta non siano conosciuti con certezza i rischi indotti da un'attività potenzialmente pericolosa, l'azione dei pubblici poteri debba tradursi in una prevenzione anticipata rispetto al consolidamento delle conoscenze scientifiche, anche nei casi in cui i danni siano poco conosciuti o solo potenziali".
Ormai che gli Inceneritori siano dannosi per la salute Umana e per l’Ambiente è risaputo ed acclarato, ma per di più inaccettabile se tenuto conto dello stato in cui ormai versa il territorio prescelto. Il progetto realizzato dal M5S che prevede il recupero della materia dalle “Ecoballe” senza alcuna combustione o produzione di biogas. Progetto mirato alla creazione del più grande e avanzato “Distretto per il Riciclo” atto al recupero della materia e sperimentazione per le bonifiche mai pensato al mondo, che ha come obiettivo il disinquinamento e la bonifica del territorio, la creazione di lavoro reale, la ricerca e lo sviluppo. Con il nostro progetto miriamo a dimostrare che un altro Mondo è possibile.
Napoli,20/10/2013
Cittadini al Parlamento: Salvatore Micillo, Vilma Moronese, Paola Nugnes.
Cittadino in Movimento: Giuseppe Cristoforoni.  

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