Camorra e rifiuti tossici, l'ex boss: "Moriranno tutti di tumore"

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I rifiuti che la camorra ha riversato in alcune aree della Campania, per conto di alcune aziende del Nord, e che fungono da concime tossico alle verdure ed agli ortaggi della “Terra dei Fuochi” campana.

 

NAPOLI – Ormai sono coperti dalla vegetazione e quindi poco visibili all’occhio umano, ma lo sono sempre stati. Magari in superficie sono anche sommersi da campi coltivati che produrranno sicuramente degli ortaggi da un sapore “diverso”. Sono i rifiuti che la camorra ha riversato in alcune aree della Campania, per conto di alcune aziende del Nord, e che fungono da concime tossico alle verdure ed agli ortaggi della “Terra dei Fuochi” campana. Una terra che ormai pagherà in modo irreversibile il comportamento dei boss camorristi e delle aziende irresponsabili che gli hanno appaltato i lavori di smaltimento dei rifiuti tossici, invece di seguire le legali e costose procedure previste in questi casi. Così, a risultare irrimediabilmente compromesse sono le terre che vanno da Lago Patria a Mondragone, dal litorale domizio a Pozzuoli. Sono questi, secondo le testimonianze dell’ex boss dei casalesi Carmine Schiavone, collaboratore di giustizia dal 1993, i luoghi in cui la camorra ha riversato i rifiuti tossici, ormai più di venti anni fa. Secondo lo stesso Schiavone il danno ambientale nell’intera area è “irreversibile”, sia per la varietà dei rifiuti in essa riversati che per la difficoltà ed il ritardo nell’individuare i siti in cui si sono seppelliti i rifiuti. “Io mi sono pentito perché mi sono reso conto che in quelle terre moriranno tutti di tumore” ha affermato l’ex-boss della camorra. 

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