Mondo

Mondo (9)

 
 

Nel 2050 nei mari ci sarà 

più plastica che pesci

 

Negli oceani finiscono 8 milioni di tonnellate di plastica all’anno, pari a un camion al minuto: tra 15 anni sarà il doppio. E già c’è una nuova nicchia ecologica: la plastisfera

di Elmar Burchia

 
 
17 gennaio 2016: un canale di Peshawar (Pakistan) interamente coperto dai rifiuti di plastica (Reuters)17 gennaio 2016: un canale di Peshawar (Pakistan) interamente coperto dai rifiuti di plastica (Reuters)
 

 

Uno tsunami di plastica ci sommergerà: nel 2050 gli oceani potrebbero contenere più bottiglie di plastica che pesci, in termini di peso. Già oggi nei mari finiscono circa 8 milioni di tonnellate di plastica ogni anno, ovvero un camion zeppo di spazzatura al minuto. «Se non si fa subito qualcosa, questa quantità salirà a due camion pieni ogni minuto entro il 2030».

Sabato, 22 Agosto 2015 08:42

5 invenzioni perdute che avrebbero cambiato il mondo

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5 invenzioni perdute che avrebbero cambiato il mondo

La storia dell’uomo è scandita dalle sue invenzioni. Questa potrebbe essere una massima per descrivere in modo efficace come la creatività e la conoscenza del genere umano influiscano sul passato, sul presente e sul futuro non solo di noi stessi ma di tutte le creature che abitano il nostro pianeta. Alcune invenzioni, come ad esempio la ruota, la stampa, la radio, internet e molte altre, sono state fondamentali per capire come si sia arrivati allo stato attuale dell’evoluzione del genere umano, avendo migliorato sensibilmente le condizioni di vita e il numero di esperienze che ogni uomo è in grado di compiere durante il tempo trascorso su questa terra.

Le scoperte di Nicola Tesla volutamente occultate all’intera umanita’

 

Già 116 anni fa c’era la visione di un mondo con l’energia pulita e libera o free energy, gratuita da non misurare con un contatore per poi mandare una bolletta da pagare a ogni singolo cittadino. In questa visione era contemplata la libertà dal giogo delle multinazionali, un nuovo modo di vivere in un mondo moderno con l’energia fornita liberamente da Madre Terra

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L’oligarchia economica di allora, sostanzialmente la stessa di adesso, non volle assolutamente rinunciare ai suoi stratosferici profitti che provenivano dall’imporre ad ogni cittadino di pagare una quota per cucinare, illuminare la sua casa, scaldarsi, lavarsi, viaggiare, in definitiva per vivere nel mondo civilizzato.

Ma guarda un po’, il popolo più sano del mondo è ancora primitivo

 

Chi lo avrebbe mai detto che il popolo più longevo del mondo, vive e si alimenta ancora in modo così primitivo? Noi occidentali non ci possiamo credere, dobbiamo per forza pensare che la loro sia una predisposizione genetica ereditaria, ma non possiamo accettare che una popolazione definita “incivile”, che non conosce i prodigi della medicina, della grande scienza, possa vivere quasi il doppio di noi uomini civilizzati occidentali. Quando pensiamo a uomini non vaccinati, che si curano ancora con le erbe al posto dei medicinali, subito pensiamo; “Questi qua al primo raffreddore muoiono”. La verità invece ci parla di un popolo completamente sano, che respira aria sana e beve acqua sana, cosa che noi “civili” ci sogniamo soltanto…
 
hunza
 
Gli Hunza non solo vivono a lungo, ma praticamente non conoscono malattie degenerative, neppure il tanto temuto cancro…
Domenica, 22 Giugno 2014 17:15

Il 97% delle volte, la chemioterapia non funziona ...

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sabato 17 maggio 2014

Il 97% delle volte, la chemioterapia non funziona ...

 
.. e continua ad essere utilizzata per una sola ragione!

 

I medici e le aziende farmaceutiche fanno una montagna di soldi con la chemioterapia. Questa è l’unica ragione per cui viene ancora usata la chemioterapia. Non perché è efficace, o perché riduce la morbilità, la mortalità o le aliquote tumorali specifiche. Invece, fa l’esatto contrario.
Martedì, 25 Febbraio 2014 01:14

Passaparola - Il bivio ambientale - Grammenos Mastrojeni

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“Lo scioglimento dei ghiacci dell’Himalaya significa che tutto il sistema di irrigazione del sud continente indiano, del sud est asiatico, dell’Asia centrale andrà in tilt. Significa in tempi brevi un’agricoltura non più in grado di nutrire decine di milioni di persone. Una situazione di stress molto più grave di quella che causò la seconda guerra mondiale e in una regione dove quattro stati posseggono bombe nucleari: India, Pakistan, Russia e Cina.” Grammenos Mastrojeni

Mercoledì, 25 Dicembre 2013 14:09

L’obsolescenza programmata: un crimine contro l’ambiente

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Si chiama ‘obsolescenza programmata’ ed è quel sistema mediante il quale un produttore immette sul mercato un bene già sapendo che sarà di breve durata. E non sono i replicanti di Blade Runner.

 

Ovvio che qui non si parla di un cellulare che la casa madre decide di superare dopo poco tempo con un altro modello, che fa parte purtroppo delle regole del mercato, ma proprio di un prodotto programmato per durare poco.

Questa bella scoperta dell’obsolescenza programmata, che alimenta in modo esponenziale il mondo dei rifiuti, è stata fatta dai Grunen, i verdi tedeschi, ed è il risultato di uno studio da loro commissionato a due esperti sulla durata dei beni di consumo. Ed ecco che si scoprono elettrodomestici realizzati appositamente con materiali scadenti, scarpe con suole che si consumano in fretta, ricambi introvabili, ed altre amenità.

Secondo i due esperti, se i consumatori tedeschi non fossero “costretti” a comprare continuamente elettrodomestici e prodotti nuovi a causa dell’obsolescenza programmata, potrebbero risparmiare, complessivamente, la bella cifra di 100 miliardi di euro all’anno.

Il fenomeno sommerso, ovviamente diffuso in ogni paese è talmente simile ad una truffa che in Francia è addirittura in discussione in Parlamento una proposta di legge sempre del gruppo ecologista che istituisce il reato di obsolescenza programmata.

Del resto, nel nostro piccolo, e nella piena legalità, credo che tutti noi ci siamo accorti, più in generale, che i beni non sono più “fatti per durare”, così come ci siamo accorti che talvolta la riparazione di un bene è più costosa del suo riacquisto, oppure ancora (ma gli esempi potrebbero continuare) che un ricambio di cartucce di stampante costa quasi quanto la stampante stessa.

Intanto, un rapporto della Banca Mondiale del 2012 ha accertato che il totale mondiale dei rifiuti solidi prodotti nelle aree urbane (soggette al controllo delle quantità) è di 1,3 miliardi di tonnellate, e cioè circa 1,2 chilogrammi al giorno per abitante. In Italia la media è addirittura di 2,23 chilogrammi a testa. Sicuramente l’obsolescenza programmata fa la sua sporca parte… 

di Fabio Balocco da Il Fatto Quotidiano

Lunedì, 23 Dicembre 2013 00:02

Isola di plastica nell'oceano pacifico

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Il fenomeno non è nuovo e si era già presentato nell’ oceano pacifico (ed identifcato con il nome di Pacific_Trash_Vortex  o Oceanic garbage patch) , fu scoperto nel 1997 da CHARLES MOORE, oceanografo americano. 

Giovedì, 12 Dicembre 2013 02:45

Fukushima: la catastrofe planetaria

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Clicca per ingrandireIl mondo si è distratto ma farebbe bene a preoccuparsi per quanto sta accadendo in Giappone nell’area della centrale nucleare di Fukushima. Inizialmente, le autorità giapponesi avevano classificato la gravità della recente perdita di materiale radioattivo al livello 1, il più basso, su una scala di 7 livelli.

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